Yale cancella la storia dell’arte, “troppo bianca”

Roma. L’Università di Yale ha annunciato che manderà in pensione il suo famoso corso di “Introduzione alla storia dell’arte, dal Rinascimento a oggi”. Insegnato per decenni da Vincent Scully, uno dei più celebri professori di Yale, il corso è una delle più riverite introduzioni all’umanesimo nell’accademia americana. E’ stato annullato per tutti i soliti motivi. E’ troppo bianco, troppo europeo, troppo maschile, troppo “problematico”, come dice Tim Barringer, presidente del dipartimento di storia dell’arte, che introdurrà una prospettiva “globale”. E naturalmente, scrive Barringer, il nuovo corso prenderà in considerazione l’arte in relazione a “questioni di genere, classe e ‘razza’”. Il Daily News fa sapere che la rimozione del corso di storia dell’arte è “l’ultima risposta al disagio degli studenti per un ‘canone’ occidentale idealizzato, prodotto da un gruppo di artisti bianchi, eterosessuali, europei e maschi”. Lo scorso ottobre è morto uno dei grandi professori di Yale, Harold Bloom, che si era opposto con tutte le sue forze a questa “Scuola del risentimento”, prevedendo quanto è appena successo al corso di storia dell’arte: “Quando la ‘Scuola del risentimento’ diventerà dominante tra gli storici dell’arte e della critica come lo è tra gli accademici letterari, Matisse rimarrà senza pubblico mentre noi tutti ci accalcheremo per vedere i dipinti delle ‘Guerrilla Girls’ e Stravinsky correrà il rischio di essere sostituito dalla musica politicamente corretta”.
Giulio Meotti